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mercoledì 17 dicembre 2014

11 dicembre 2014 - Lezione 05/a - PITAGORA

PITAGORA
(Samo, 570 a.C. –  Metaponto 495 a.C.)
La scienza libera dall'errore. L'errore è una colpa. Attraverso il sapere ci si libera dal peccato dell'ignoranza, ci si purifica e ci si avvicina a Dio, l'unico che possiede tutta intera la verità: infatti l'uomo è "filosofo", può solo amare il sapere, desiderarlo ma mai possederlo del tutto


E’ esistito Pitagora?
Pare essere stato discepolo di Anassimandro.
Gli si attribuiscono anche dei miracoli e numerose caratteristiche prodigiose, l'invenzione della scala musicale (il tono e l’ottava) e l’invenzione del termine “filosofo” (al cospetto del tiranno Cleonte)
Non ha scritto nulla e nulla si sa di certo su di lui. Si preferisce, infatti, parlare di pitagorici o pitagorismo.
Aveva conoscenze matematiche apprese nei suoi viaggi (in Egitto e in Medio Oriente) -->Teorema di Pitagora (già noto in Egitto in realtà)
Ci sono molte similitudini con l'Orfismo (che però è una religione, mentre quella di Pitagora è filosofia).
Lo conosciamo come Pitagora ma lui diceva di ricordare almeno quattro delle sue vite vissute. Alcuni suoi biografi raccontano anche di successive sue reincarnazioni.
Aristocratico, andò via (fuggì esule?) da Samo, isola vicino Mileto, e fondò una scuola a Crotone, finché questa non fu distrutta da una rivolta popolare.
La scuola (setta?) si chiamava “Casa delle Muse” o “Scuola di sapienza divina”. Era per iniziati (dottrine segrete), si viveva insieme con i beni in comune e vi era una gerarchia rigida (Ipse dixit). La scuola aveva anche un'attività politica (sostegno all'aristocrazia).
Ci sono molte leggende (oltre che sulla vita) sulla sua morte: in fuga da una rivolta popolare, preferì farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo attraverso un campo di fave.


Orfismo
Setta religiosa misterica diffusasi in Tracia tra il V-IV secolo a.C.
Vedi il mito di Orfeo e Euridice
Ci sono tre capisaldi:
- Ogni individuo ha un’anima immortale  metempsicosi
- L’anima, nella sua purezza e perfezione, è in contrasto con il corpo, che va purificato
- Dopo la morte del corpo, l’anima subisce un giudizio











La prima volta del Sole e del cervello
-Con i pitagorici il cosmo ha un fuoco centrale, attorno al quale ruotano dieci astri (eliocentrismo)
-Il cervello, non il cuore, è la sede dell'attività psichica umana











Filosofia come theoria
La filosofia che con Pitagora passa dalla Ionia alla Magna Grecia, di diventa contemplazione.
La differenza tra i primi filosofi ionici (con atteggiamento più scientifico) e Pitagora (con atteggiamento più intuitivo) può essere assimilata alla differenza tra "osservare" e "contemplare".




La prima scuola filosofica
E' una comunità anche religiosa e politica, ma soprattutto filosofica (e comunque vi si studiavano anche medicina e musica).
I membri conducevano vita comune, con beni in comune.
Erano ammesse le donne.
Si raggiunse il considerevole numero di 3000 allievi!
Iniziazione, ascetismo, vegetarianesimo, silenzio, precetti, celibato, obbligo del segreto.
C'era una gerarchia interna (acusmatici e matematici) e poi c'era lui: culto quasi divino della personalità del maestro (es. sciamanesimo). La frase "Ipse dixit" tramandataci come riferita a Aristotele era in realtà nata per l'autorevolezza di Pitagora.
Alcuni suggerimenti dalla scuola. Domandarsi: 1. Che cosa ho fatto di male oggi? 2. Che cosa ho fatto di bene oggi? 3. Che cosa non ho fatto oggi e avrei dovuto fare?


Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio. L'inizio della saggezza è il silenzio
Musica
C'è un rapporto costante tra la lunghezza delle corde di una lira e gli accordi della musica (la diversa qualità del suono dipende dalla lunghezza delle corde)
Astronomia
Le costellazioni sono punti uniti da linee che formano figure





1. Il fine: purificazione (catarsi)
Metempsicosi – E' necessaria un'espiazione (→ escatologia)
Sòma Sèma (corpo tomba): il corpo mortale è la prigione dell'anima immortale.
Occorrono esercizi spirituali di ascesi e di distacco dal corpo







2. il metodo: il numero
- L'archè è il numero (i numeri, la quantità, l’armonia). Caratteristiche: Il numero non è opinione, non è apparenza, è permanente e immutabile (al contrario della qualità, che quindi è il divenire), è sostanza estesa nello spazio. Non è concetto mentale.
- I principi della matematica sono anche i principi dell'intera realtà (valore ontologico → aritmogeometria)
- tutte le cose sono caratterizzate dalla misurabilità: occorre cogliere le somiglianze quantitative tra le caratteristiche dei numeri e quelle della realtà




La mistica del numero
Trama di corrispondenze simboliche e segrete tra numeri e cose: tra i numeri esistono rapporti (lògoi) e tra i rapporti si può rintracciare una proporzione (analogia).
L’uno (parimpari) ha uno statuto a sé: è indivisibile, nulla gli è antecedente,  è la sorgente da cui nascono tutti gli altri numeri e in cui tutto si concilia. Ogni numero ha una sua individualità
L'infinito è un concetto negativo
Dall'ordine aritmetico (1, 2, 3, 4), all'ordine geometrico (1=punto, 2=linea, 3=superficie, 4=solido), all'ordine fisico (ogni realtà è costituita da relazioni aritmogeometriche).
[NB I greci si servivano di pietruzze mediante le quali i vari numeri erano rappresentati visivamente: non conoscevano lo zero]
Tetraktys: 1+2+3+4=10. La tetrattide rappresenta la successione delle tre dimensioni che caratterizzano l'universo fisico
La conoscenza (e la memoria) di questo complesso universo di relazioni tra numeri e cose è il vertice dell'apprendimento. L’ignoranza è una colpa.


Aritmogeometria
La matematica pitagorica non è la matematica nella scienza moderna
Il rapporto dei pitagorici con la matematica non è puramente metodologico come i moderni, ma ontologico (aritmogeometria).
C'è comunque l'intuizione di applicare la matematica per indagare la realtà (la fisica si spiega con la matematica!)
Tutte le cose sono caratterizzate dalla misurabilità (passo avanti verso l'astrazione)
La matematica serviva a cogliere delle somiglianze tra le caratteristiche dei numeri e quelle della realtà.
Es. il 2 corrispondeva al genere femminile, il 3 al maschile, il 5 al matrimonio (3+2=5). Il 4 e il 9 alla giustizia (erano i primi numeri quadrati e suggeriscono l'idea di ordine.)



3. Il cosmo
Che cos'è più saggio? Il numero.
Che cos'è più bello? L'armonia.

Cosmogonia: all'inizio dei tempi il Caos, poi la monade (l'uno) e gli altri numeri, poi linee e solidi.
L'ordine: l'armonia consolida le giuste proporzioni (analogia) tra le cose. La bellezza.
Cosmologia: 10 astri (tra cui la Terra, sferica) ruotano attorno al fuoco centrale.
Ogni astro, percorrendo la sua orbita, emette un'armonia continua. E' la musica delle sfere celesti (udibile solo per contrasto al silenzio però).
Oltre i 10 astri c'è lo spazio infinito.



Macrocosmo ≡ Microcosmo
(ciò che è fuori è anche dentro)
Numero e proporzione dominano su scala cosmica e all'interno del mondo umano (simpatia universale)
Morale. Occorre la conoscenza dell'armonia e delle relazioni di tutto con tutto. Come i movimenti celesti sono eterni (perché in essi, per la loro circolarità, il principio e la fine si ricongiungono), così anche l'anima, a differenza del corpo, ha una serie di ritorni periodici.
Politica e economia. A ciascuno, secondo la proporzione geometrica, vada ciò che gli è dovuto in rapporto al suo valore (non a tutti lo stesso).
Medicina. Salute=armonia degli elementi che compongono il corpo






La crisi (quella maledetta ipotenusa!)
Il rapporto tra il lato e la diagonale di un quadrato è un numero irrazionale.
Pitagora credeva nell'assolutezza dei numeri e non era in grado di confutare l'esistenza dei numeri irrazionali e delle grandezze incommensurabili. Crollava così tutto l'impianto razionale della matematica e, di conseguenza, diventava irrazionale anche la realtà.

[Il Giallo: com’è morto Ippaso? Ippaso era la personalità più rilevante della scuola pitagorica dopo Pitagora. Egli aveva trasgredito una delle regole fondamentali della scuola pitagorica, divulgando all’esterno la scoperta delle grandezze incommensurabili (i numeri irrazionali), scoperta che metteva in crisi le basi su cui la scuola si fondava. Per il suo tradimento, Ippaso venne messo al bando dai pitagorici che, si racconta, gli innalzarono un monumento funebre, perché fosse chiaro che per loro era morto. Si narra anche che (guarda caso!) lo stesso Zeus, adirato contro di lui, lo fece perire in un naufragio…]


I versi aurei
I versi aurei non sono direttamente riferibili al filosofo, ma costituiscono una summa dei dogmi della "scuola italica", messa per iscritto dai Pitagorici che seguirono la via del maestro dopo la morte di quest'ultimo, per istruire gli adepti a seguire la via divina e di elevare lo spirito, essenza suprema di ciascun individuo, fino al raggiungimento dell'estinzione delle sofferenze terrene per mezzo dell'unione tra lo spirito individuale dell'iniziato e Dio.

Venera innanzitutto gli Dei immortali e serba il giuramento;
Onora poi i radiosi eroi divinificati e ai demoni sotterranei offri secondo il rito;
Onora anche i genitori e a te chi per sangue sia più vicino;
Degli altri, fatti amico chi per virtù è il migliore, imitandolo nel parlare con calma e nelle azioni utili. Non adirarti con un amico per una sua colpa lieve, sinché tu lo possa;
Approfondisci lo studio di queste cose e queste altre domina: il ventre anzitutto e così pure sonno, sesso e collera;
Non far cosa che sia turpe in faccia ad altri o a te stesso, ma, soprattutto, rispetta te stesso.

Esempi di lavoro per gli akousmatikoi, gli studenti che cominciavano il percorso della scuoe e non potevano parlare ma solo ascoltare.
Il maestro parla per enigmi:
E’ un crimine tirare i sassi contro le fontane
Non mangiare con la sinistra
Non attizzare il fuoco con la spada
Non portare l'immagine di un Dio su un anello
Semina la malva senza mangiarla
Non spezzare il pane
Onora la toga, lo scanno, il Ternario
Non mangiare fave


Differenze con i predecessori
MILESI: L'arché è elemento naturale, materiale e qualitativo
PITAGORA: L'arché è il numero, la relazione quantitativa tra gli elementi naturali

ERACLITO: Guerra senza conciliazione
PITAGORA: Opposizione con conciliazione


lunedì 20 ottobre 2014

16 ottobre 2014 - Lezione 01/a - La cultura greca e le origini della filosofia

Differenza tra religione, scienza e filosofia
Schematizziamo per comprendere. Tenendo presente che poi le cose si complicheranno. Perché la realtà è sempre più complessa di ogni schema che gli esseri umani si fanno di essa.









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Che idea ti dà quest'immagine in relazione al testo?
La struttura della civiltà occidentale
La filosofia è importante per avere strumenti adeguati di conoscenza della realtà e di conoscenza di se stessi.
Anche se la tecnologia è il carattere prevalente della modernità, la società si è strutturata e sviluppata a partire dalla riflessione filosofica sulla natura e sulle opere degli esseri umani.
In questo senso, di conseguenza, un atteggiamento antifilosofico è causa di alienazione dalla comprensione della vita, delle risorse e dai tesori spirituali che tale comprensione mette a disposizione.








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L’inconscio filosofico
L’interruzione o l’assenza della riflessione filosofica può dar luogo ad una rimozione pericolosa. L’intelletto ragiona anche in termini universali e ha, per così dire, sete del tutto. Questa sete, almeno come tendenza, viene estinta dalla filosofia. Spesso, invece, la società contemporanea costringe alla rimozione di questa sete.
Inoltre, ognuno di noi conosce attraverso delle categorie o strutture che sono spesso inconsapevoli (possiamo chiamarle pre-giudizi o, meglio, precomprensioni)*. Esse sono un risultato del nostro vissuto o del nostro “ambiente”. Sono modalità di pensiero precedenti l’esperienza, che, applicate alla realtà, producono la nostra interpretazione, la nostra esperienza. La filosofia serve anche per chiarire queste categorie inconsapevoli o inconsce.

Il pregiudizio ha soltanto definizioni negative per la nostra lingua. In realtà, etimologicamente, significa “prima del giudizio” e non “giudicare prima”. Il punto è: siamo consapevoli di quanto abbiamo nella nostra mente prima di giudicare?


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A che serve?
Eh...Domanda consueta, ma tipica solo dei tempi moderni
Intanto sentiamo cosa dice il Talmud. Magari ci aiuta...














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Filosofia?
Dal greco φιλοσοφία, composto di φιλεῖν (filèin), amare / desiderare, e σοφία (sofìa), sapienza, →dunque “amore per la sapienza”

Amore, amicizia, desiderio insoddisfatto +
Sophia
Sophia come scienza (aspetto teorico) Sophia come saggezza (aspetto pratico)

Certamente il filosofo non è un sapiente, altrimenti si chiamerebbe “sophòs”. Questo era chiaro già dall'antichità. La sapienza è propria degli dei, non certo dell'uomo. Socrate diceva che la vera sapienza umana (che può soltanto essere “filosofia” e non “sofia”) consiste nel sapere di non sapere.
Possedere una certa sapienza non equivale ad essere sapiente. Il sapiente è colui che possiede la “sophia”; il filosofo è colui che la ricerca.


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Non c’è una definizione condivisa
Chi ha usato per primo il termine “filosofia”?
La tradizione indica Pitagora (575-497 circa a.C) come l'inventore del termine "filosofo“. Rispondendo al tiranno Leonte, che lo definiva “sapiente”, Pitagora affermò che lui al massimo poteva dirsi solamente amante della sapienza senza poterla possedere davvero, perché solo gli Dei sono interamente sapienti.
Cos’era la filosofia per Pitagora?
Era uno stile di vita (una pratica) e la ricerca dell'armonia
Proviamo così: non esiste la filosofia, esistono i filosofi


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Oriente o Occidente?
La riflessione speculativa, e quindi la filosofia, è già presente in India nella religione brahmanica e poi nel buddhismo, nel confucianesimo e nel taoismo

L'approccio razionale, analitico e critico è scarsamente utilizzato in Oriente, mentre è alla base di quello greco






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La Grecia antica e noi  (alcune parole chiave)
Polis (Città-Stato)
Mancanza del concetto di creazione
Tempo ciclico
Cosmo
Necessità
Tragedia (e coraggio della vita tragica)
Oracolo (enigma)
Casta sacerdotale debole
Mancanza di libri sacri
Politeismo
Misura (senso del limite)
Aretè (la virtù)
Democrazia (isonomia e parresia)
Agorà (la piazza)
Schiavitù e lavoro
Spirito competitivo
Religione olimpica (apollinea) e divinità “familiari”
Religione misterica (culti dionisiaci e Orfismo)


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Le origini della filosofia secondo Platone
TEETETO: Per gli dèi, veramente, Socrate, io mi meraviglio enormemente per cosa possano essere mai queste visioni e talvolta, guardandole intensamente, soffro le vertigini.
SOCRATE: Non mi pare, caro amico, che Teodoro abbia opinato male sulla tua natura. Si addice particolarmente al filosofo questa tua sensazione: il meravigliarti. Non vi è altro inizio della filosofia, se non questo, e chi affermò che Iride* era figlia di Taumante* come sembra, non fece male la genealogia.

Taumante, (Thaumas), divinità marina. La radice greca d’origine gli dà il significato di “miracoloso”, “meraviglioso” oppure può essere “orrore che porta a meraviglia”: mostro.
* Iride, messaggera degli dèi, è anche simbolo della conoscenza



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Le origini della filosofia secondo Aristotele
“Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia [θάυμα, thauma, da θαυμάζειν, thaumazein]: mentre da principio restavano meravigliati e storditi di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della Luna e quelli del Sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell'intero universo. […] Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall'ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica”




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Origini della filosofia: 1) THAUMA (θάυμα)
Come traduciamo Thauma?
MERAVIGLIA
AMMIRAZIONE
STUPORE
SBALORDIMENTO
STORDIMENTO

- Senso del mistero
- Dubbio
- Angoscia / Vertigine
- Essere colpiti dal problema
- Passione per la ricerca
  disinteressata
- Bisogno di stabilità (divenire: tutto muta)




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Origini della filosofia: 2) Dal mito al lògos
MITO (ος) = racconto, dà ordine alla realtà. Può essere sulle origini degli dei, del mondo, delle città. Oppure racconta le imprese degli eroi. Modalità di pensiero libera e concreta. La verità è creduta.
LOGOS (λόγος) = parola, ragione, razionalità, quindi discorso razionale. (Meglio lasciarlo in originale). Modalità di pensiero indirizzata. Tendenza all'astrazione. La verità è discussa.












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La distanza critica
Nel prendere come punto di riferimento una civiltà che vive in equilibrio con la natura, che cerca di sviluppare le proprie potenzialità con la consapevolezza dei limiti umani, che accetta serenamente la morte, che considera il bene comune come il proprio bene, dobbiamo mettere in conto che stiamo probabilmente idealizzando l’antichità greca.
Ma a noi serve prendere le distanze dalla nostra cultura, che, volenti o nolenti, è incardinata sul Cristianesimo. Il mondo greco parla un linguaggio tragico, in cui la natura segue il suo ciclo. Non sedotto da speranze ultraterrene, il greco resta fedele alla terra valorizzando il presente e la vita buona, perché, a differenza del Cristianesimo in cui c’è contrapposizione tra vita e morte, nella Grecia antica è sentita la contrapposizione tra vita e vita, all’interno della stessa natura.


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Le due radici
Noi deriviamo sia 1)dall'area indoeuropea (greca) sia 2)dall'area semitica (giudaico-cristiana)

1)

  • Gli indoeuropei sono politeisti (l'indiano Dyaus diventa il greco Zeus).
  • La concezione del mondo presenta una lotta eterna tra le forze del bene e quelle del male (è uno dei motivi per cui l’uomo indaga e cerca di capire il destino dell'Universo).
  • Si ricerca un sapere che permetta la conoscenza del mondo (“vidya”, in sanscrito, diventa “idea”, in Grecia).
  • La vista è l'organo privilegiato della conoscenza (visioni cosmiche, ma anche raffigurazione visiva delle divinità).
  • Il tempo è ciclico. Il mondo è eterno. Gli Dei fanno parte di un ordine necessario La storia si svolge in cicli. (La morte è un evento naturale).
  • L'essere umano può raggiungere l'unità con il principio divino attraverso la conoscenza e/o l'ascesi
  • Vi si trova anche la credenza nella reincarnazione, vista come condanna, da cui ci si può liberare anche attraverso esercizi spirituali e pratiche di vita

2)

  • I semiti sono monoteisti (la radice di “Allah” si trova anche nell'Antico Testamento).
  • La concezione del mondo si fonda sulla fede in unico Dio che crea il mondo, vince il male e interviene attivamente nelle vicende umane.
  • Più importante della conoscenza sono l'obbedienza ai testi sacri e la fede (c'è una terra promessa).
  • L'udito è l'organo privilegiato (Ascolta, Israele!). È vietato raffigurare Dio.
  • Il tempo è lineare. La storia è escatologica: si realizza alla fine ciò che era stato detto all'inizio. Dio crea il mondo → la  storia  dipende dalla volontà di Dio (→ grande interesse per la storiografia).
  • C'è una netta divisione tra Dio e la sua creazione: trascendenza
  • Non c'è nulla di immortale, la vita terrena è una sola: occorre essere liberati dal peccato e dalla colpa. Preghiera, fede e grazia


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Programma annuale
I PRESOCRATICI
SOCRATE
PLATONE
ARISTOTELE
LE FILOSOFIE DELL'ELLENISMO
LA FILOSOFIA A ROMA
PLOTINO
CENNI ALLA FILOSOFIA NELL'EPOCA CRISTIANA

...Argomenti cui possono corrispondere queste domande generali:
-L’universo ha un'origine?
-Cosa tiene unito tutto?
-Che cos’è l’essere?
-Chi sono gli dei?
-Che cos’è l’uomo?
-Perché dici questo?
-Che effetto fa la poesia?
-Che cos’è la felicità?
-Qual è il destino dell’uomo dopo la morte?